Aprire un ristorante. Le banche aiutano davvero gli imprenditori?

Per milioni di persone aprire un’attività è il sogno di una vita che si realizza. Sacrificio, abnegazione e forza di volontà per poter riuscire a vedere concretamente il proprio desiderio prendere vita, ovviamente anche nel nostro settore della ristorazione e  del turismo. Anche dopo un periodo così difficile, per colpa della pandemia di Covid19, fortunatamente tante aziende hanno aperto e tante altre vorrebbero intraprendere quest’avventura.

Una cosa indubbiamente positiva, visto che il fiorire di attività significa anche nuovi posti di lavoro. Camerieri, cuochi e baristi, dopo un periodo di sofferenza, hanno la possibilità di rimettersi in gioco e portare dignitosamente uno stipendio a casa.

Ma per aprire un ristorante, cosa bisogna fare in concreto? C’è da premettere subito una cosa importante, aprire un ristorante, come qualsiasi altra attività, può diventare una macchina perfettamente funzionante che produce soldi e crea lavoro, o al contrario un buco nero destinato al fallimento. Da questo punto fermo bisogna partire. In questi casi la differenza la fanno studio, dedizione e giusti investimenti. Appunto investimenti giusti!

Ma non sempre chi si affaccia per la prima volta in questo mercato ha i fondi necessari da investire per l’apertura di un’attività. E quindi che fare in questi casi?

Non tutti possono contare su un capitale proprio o su quello di eventuali soci d’affari, quindi è normale valutare la  richiesta di un prestito.

La prima cosa da fare è un controllo dei vari bandi aperti al momento per scoprire se ci sono dei finanziamenti che è possibile ottenere a condizioni agevolate. In questo caso, una delle fonti di ricerca migliori è senza ombra di dubbio il web, visto che permette di scoprire tutti i bandi relativi ai finanziamenti agevolati o quelli a fondo perduto erogati a livello europeo, nazionale o regionale.

Nel caso non si riesca a rientrare in questi bandi, l’alternativa è per forza di cose rivolgersi agli istituti bancari. Ma siamo così sicuri che le banche abbiano interesse a prestare i soldi ad un privato che vuole aprire un bar in centro?

Cominciamo ad analizzare i costi medi per aprire un’attività nella ristorazione. Tolti ovviamente i costi burocratici, che in Italia come ben sappiamo, sono parecchi, sono necessari almeno 30.000 euro per arredamento, cucina, elettrodomestici e attrezzi vari.

Eventualmente se il locale in questione va  ristrutturato bisogna investire una cifra che va approssimativamente dai 10.000 ai 40.000 euro. A questo bisogna aggiungere altri 10.000 euro per l’acquisto di stoviglie, pentole, tovaglie, divise per il personale…

Facendo un rapido calcolo si arriva tranquillamente ad una cifra compresa tra i 53.000 euro (nel caso di apertura di una SRL Semplificata) e gli oltre 80.000 euro per una SRL e un locale messo a nuovo. Non bruscolini!

Ovviamente questi costi sono solo per avviare il locale, a queste poi vanno aggiunte tutte una serie di spese vive (stipendi dei collaboratori, bollette, affitto, tasse e fornitori vari).

E in tutto questo le banche? Sono ancora interessate ad investire nei piccoli imprenditori?

Sì! anche perché il loro rischio è zero. Partiamo dal presupposto che le banche, anche in caso di fallimento dell’impresa in questione, guadagnano comunque. In caso di capitali non restituiti, gli istituti bancari possono comunque rifarsi sui debitori, pignorando immobili, proprietà, terreni fino all’estinzione del debito.

Bisogna anche tenere in considerazione che ultimamente le banche non riescono a ottenere un rendimento sufficiente dall’attività di prestito. L’unico settore in cui i margini sono interessanti è quello della gestione degli investimenti.

Dati questi due fattori, è evidente che le banche hanno sempre meno interesse nel prestare denaro, anche se come abbiamo visto in precedenza, rientrino comunque in possesso dei fondi elargiti agli imprenditori.

Quindi, in conclusione, noi de LaVoceDellaRistorazione siamo dalla parte di tutti gli imprenditori che vogliono aprire una nuova attività nel nostro settore. Appoggiamo tutti i ristoranti, bar, locali che iniziano il loro viaggio, augurando il meglio.

Ma mettiamo anche in guardia i nostri cari amici che hanno l’intenzione di aprire un locale, di valutare bene tutti i rischi, scegliere le banche che garantiscono un reale aiuto e non quelle che speculano su queste attività prestando crediti fittizi, che poi verranno restituiti dai debitori con soldi reali, favorendo poi l’invio di questi denari in paradisi fiscali.