Health Food Influencer, professionisti della nutrizione su blog online

green food is medicine! graffiti

Se sei giunto su questa pagina significa che molto probabilmente il tuo food blog non ingrana come avresti sperato, o, magari, sei in cerca di qualche informazione in più su questo vasto settore.

Arrivo subito al punto, informandoti di un fatto di cui forse eri rimasto all’oscuro: il mondo dei blogger, degli influencer, è in calo, e ciò non riguarda solamente quelli che si occupano del settore food e lifestyle. Infatti, secondo un’indagine del Wall Street Journal la capacità di attirare i followers verso un determinato brand sarebbe nettamente in calo: si attesta, pressappoco, questa attività al 3, 5 percento. Cosa significa? Ciò implica che le persone che aprono delle varie piattaforme social – siano esse Facebook, Instagram o blog – e vanno effettivamente a mettere un “like” su un determinato prodotto sponsorizzato sono davvero poche.

Dunque, esaminato questo fattore, come potresti continuare la tua attività di food blogger nonostante questo drastico calo?

Beh, innanzitutto potresti inserire il codice HTML che si trova su questo sito presso la sezione embed, basta un semplicissimo copia – incolla (oppure premere CTRL + C, e, successivamente, CTRL + V): in tale maniera potrai recensire ristoranti – infatti, si calcola, in media, che una persona italiana in media vada ben 5 volte al mese fuori a cena.

L’inserimento è gratuito, e potrai farti pagare per la tua recensione, ma, attenzione, non solamente tutti i ristoranti che si registreranno appariranno sul tuo food blog: in aggiunta, sarà un’ottima occasione per te, in quanto food blogger, poiché riceverai molta visibilità, aumentando la possibilità di essere seguita da sempre più utenti che circolano sui vari blog di cucina e non solo.

Un’altra opportunità che hai per incrementare i tuoi guadagni in quanto food blogger è quella di farti letteralmente seguire dai tuoi utenti in cucina, creando così corsi di cucina in videochat o avatar: un modo per eliminare quella barriera tra utente e blogger ed entrare così in un rapporto più simbolico ed empatico con le persone che ti seguono.

Il futuro, inoltre, sembra andare verso una direzione in cui i food blogger proporranno cibo locale senza OGM, della loro provenienza o di dove, magari, soggiornano, tramite blog o  avatar.

Parlando, invece, di vacanze e viaggi, sembra che questo settore possa dare man forte al food blogger: mentre gli utenti si troveranno a viaggiare in una nuova città o territorio, il food blogger dovrà occuparsi di essi in modo da garantirgli dei ristoranti, trattorie o posti in cui mangiare cose buone e sane, evitando di appesantire il viaggio per l’utente stesso – proprio come se il food blogger fosse un caro amico a cui chiedere consiglio in caso di necessità. In tal caso, però, sarà opportuno che il food blogger in questione abbia maturato degli studi riguardanti l’alimentazione e la dieta, proprio come un nutrizionista o un personal trainer, in quanto sarà lui responsabile della gestione primaria del cibo, dialogando tra il cliente ed il ristorante per il menù, informandosi su quanto sia a chilometro zero o del territorio.

Prossimamente sarà introdotto in gran parte del mondo la tecnologia di quinta generazione, ovvero 5G: sono già iniziate le prime sperimentazioni in Italia a riguardo. Tale tecnologia permette una connessione altamente più veloce di quella che possediamo ora, più che triplicata: ad esempio, quelle con onde grativazionali, o con la tecnologia 5G sarebbe possibile in futuro scaricare un film di quasi 2 gigabyte in pochi secondi – in Svizzera, tale tecnologia sarebbe stata momentaneamente messa al bando poiché ritenuta dannosa per la salute.

Se l’Italia dovesse favorire e permettere l’introduzione della tecnologia di quinta generazione i food blogger, in futuro, potrebbero assumere compiti informatici e gestire tutto ciò che riguarda la gestione della pubblicità per ristoranti, dal gestire un piano editoriale, assumere altre determinate persone, come i webmaster, per incentivare i guadagni e creare così sempre più profitto per le persone coinvolte.

I Big Data sono dei dati informatici che vengono sistematicamente raccolti dall’intelligenza artificiale per poi venire sfruttati nei vari business (moda, lifestyle, food e molto altro): in base alla raccolta di questi dati, chi li ottiene sarà a conoscenza di una moltitudine di informazioni sia riguardanti il singolo utente che la collettività, sapendo così dove andare a mirare per ottenere guadagno.

Il food blogger, in base a questi dati, potrà formulare una strategia vincente ed ottimale per un ristorante: essi rivoluzioneranno il concetto di ristorazione, tramite la profonda analisi, il controllo e l’estrazione delle informazioni – comparandole poi con quelle ottenute dalle varie piattaforme di social network, dalle informazioni delle telecamere fuori da un’attività ristorativa (come, ad esempio, notare quante persone sostano davanti un ristorante) e dalle tessere fedeltà.

Al momento, in Italia la realtà lavorativa non è facile e ben presto con l’incrementarsi di queste nuove tecnologie si stima una perdita di ben 200mila posti di lavoro: l’economia, volente o nolente, cambierà, dunque dovranno cambiare anche le abitudini delle persone.

Probabilmente il ruolo più importante che potrà avere in futuro il food blogger sarà quello di conciliare la figura professionale dell’agricoltore con quella del ristoratore: un’attenzione sì per l’atmosfera, il design, l’estetica ma anche quella di incrementare la produzione, la coltivazione, la distribuzione e il consumo di cibo autentico, puro e genuino, senza l’aggiunta di qualsiasi antibiotico o colorante artificiale. Infatti, attualmente si nota un leggero incremento delle aziende di fast food che spingono i food influencer ad apparire nelle foto o scrivere articoli nei loro blog sponsorizzando ed incitando ad uno stile di vita che riteniamo non sia sano e sostenibile: ci auspichiamo, dunque, che in futuro questa tendenza vada a vacillare se non eliminarsi del tutto.

In futuro i food blogger dovranno raccontare una storia anziché venderla tramite la sponsorizzazione di cibo, e speriamo si indirizzino verso uno stile di vita sano ed equilibrato, proponendosi ad i clienti come l’amico che riesce a consigliare i ristoranti ed i posti giusti e, insomma, a sembrare la persona della porta accanto di cui ci fidiamo.

Se ci pensiamo, infatti, il consiglio di un amico potrebbe rassomigliare esattamente ad una recensione o ad un commento su internet, ed è ciò esattamente a cui punta il food blogger.

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