Identità digitale. Rivoluzione o forma di controllo?

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Sul sito del MITD (Ministero dell’Innovazione e Transizione Digitale), è stato pubblicato il Piano di Investimenti Sulle Infrastrutture Digitali, finanziati tramite i fondi stanziati dal PNRR.  Ma di cosa si tratta nello specifico? Vediamo insieme nel dettaglio.

Innanzitutto il programma prevede di posizionare l’Italia ai vertici dell’Europa entro il 2026. I punti cardine di questo progetto sono i seguenti:

  • Diffusione dell’identità digitale, assicurandosi che venga utilizzata dal 70% della popolazione
  • Diminuire il gap di competenze digitali, puntando ad una percentuale almeno del 70% della popolazione che sia digitalmente abile
  • Transizione del circa il 75% delle PA italiane verso l’utilizzo di servizi in cloud
  • Raggiungimento dell’80% dei servizi pubblici essenziali erogati online e questo obiettivo, in collaborazione con il Mise, per permettere al 100% delle famiglie e delle imprese italiane di accedere alla reti a banda ultra-larga.

Un piano di investimenti indubbiamente notevole. Ma cosa c’è realmente dietro a tutti questi importanti investimenti nel digitale? Quali sono i reali obiettivi del nostro governo?

L’intervento del Ministro per l’Innovazione Tecnologica Colao all’evento Masters of Digital 2022 è stato abbastanza eloquente, sostenendo che bisogna rafforzare le capacità digitali di base e la connettività dell’Amministrazione Pubblica e che l’identità digitale sarà già realtà almeno per tre quarti della popolazione entro il 2026.

Un chiaro messaggio, quindi, della direzione che l’Esecutivo capitanato da Draghi sta prendendo. Una deriva di controllo totalitario che dopo l’introduzione del Green Pass mina ulteriormente la privacy dei cittadini.

Con l’ulteriore implementazione in ambito sanitario e scolastico, ad esempio del 5G, che abbiamo già constatato essere dannoso sotto diversi aspetti, è chiaro ormai come sempre di più il modello di ispirazione sia quello cinese (con la popolazione controllata indiscriminatamente dal governo tramite applicazioni simili al nostro Green Pass appunto).

Ma ora con queste nuove introduzioni come l’identità digitale, il nostro governo sta andando oltre; infatti, anche la leader di Fratelli d’italia, Giorgia Meloni, a proposito della questione ha detto chiaramente che il Covid è stato sfruttato per imporre appunto il modello di controllo cinese.

Noi de LaVoceDellaRistorazione pensiamo che in questo modo la libertà di opinione viene compressa, additando tutto ciò come se fossero  delle fake news decise da poteri forti  che censurano anche rappresentanti eletti dal popolo e il diritto alla privacy con la scusa del contagio, con i diritti degli italiani che sono già stati sacrificati dall’incompetenza di una classe politica che ha saputo solo creare una società fatta di mascherine, Qr code e, un Presidente del Consiglio che in televisione diceva quali fossero le nuove restrizioni di turno.

Se parliamo invece in termini mondiali è chiaro, l’idea di indebolire le nazioni più ricche della terra con una pandemia dall’origine ancora misteriosa, atta a provocare una recessione mondiale dietro cui però si nascondono banchieri e imprenditori e figure importanti di governi mondiali, che sfrutterebbero questa situazione per imporre una sorta di New World Order.

Uno strano caso che rafforza la nostra tesi è senza dubbio quello che è successo poco tempo fa negli USA dove dozzine di stabilimenti di trasformazione alimentare e magazzini sono stati distrutti da incendi, incidenti aerei e altri curiosi guasti nelle ultime settimane. Si tratta di coincidenze direte voi?

Molto inquietanti se consideriamo che il mondo sta andando verso una crisi alimentare senza precedenti e che questi casi si sono susseguiti dopo che Biden aveva recentemente parlato di reali carenze di materie prime, conseguenza delle sanzioni alla Russia e agli scenari di guerra in Ucraina.

Non pensate anche voi che ci sia qualcosa di strano?

Noi qualche dubbio ce lo siamo posto. In conclusione noi de LaVoceDellaRistorazione teniamo a ribadire che un modello di Stato Padrone e controllore come quello cinese non lo vorremmo di certo.

Diciamo quindi NO ALLA MONETA DIGITALE, NO ALL’IDENTITÀ DIGITALE, NO AL MODELLO DI CONTROLLO CINESE e, NO a tutte quelle forme di controllo che il Governo sta cercando di imporci.

I ristoranti devono evitare di utilizzare quindi QR code e menù digitali, ritornando all’utilizzo dei classici menù cartacei come sempre. Prediligere i pagamenti cash rispetto alle carte di credito, visto che anch’esse sono forma di controllo dei nostri movimenti.

La libertà e la privacy non vanno mai messe a rischio. E voi cosa ne pensate? Ne parliamo insieme nei commenti. A presto!