Il ristoratore che non ha rivali è un illuso e di un’altra epoca

Tu ristoratore, hai mai visto dei colleghi rilassarsi al bar, come giudici, avvocati, impiegati; o passare delle belle e spensierate serate insieme agli amici? Ho paura di no!

Per un ristoratore, il collega è la concorrenza, ergo sarebbe meglio chiudesse i battenti. Soprattutto se quest’ultimo lavora di più e soprattutto guadagna di più. Vedi in giro certi intellettuali, che acquistano i locali per il proprio ristorante in centro, e solo perchè quella via era rinomata anni fa, pagano 300.000 euro di affitto all’anno. Sono gli stessi che poi si lamentano se hanno 20 dipendenti e il locale gira male, anche sotto le festività. Sull’atteggiamento di questi ristoratori ci sarebbe molto da dire…

Il vero problema di questi lavoratori è che mancano di conoscenza. Non si aggiornano, o forse non lo hanno mai fatto, non delegano il lavoro che non riescono a portare a termine, non hanno tempo (forse) o non ci sono più margini di guadagno. C’è anche da dire che questo settore è ormai inflazionato, a causa anche di quelli che non c’entrano nulla con il campo della ristorazione ma si ostinano a voler fare questo lavoro.

tutto questo per farti capire che i tempi sono cambiati. Tutti noi abbiamo una famiglia e bisogno di vivere, non esiste la frase “Ah ma quello è più bravo”, al giorno d’oggi la qualità è praticamente ovunque e sarebbe inutile puntare solo su quella. Ti devi liberare delle cose che non vanno nel tuo locale, dal personale ai problemi logistici.

Devi tenere a mente che il dialogo crea unione, informazione e sapere; e il sapere è libertà. Ma soprattutto, si può far sentire la propria voce affinché le istituzioni ci possano ascoltare. Ti sei mai chiesto perchè per anni non hanno liberalizzato le licenze? Quelle delle farmacie, dei tabacchi e dei benzinai, per intenderci. O addirittura perché, quando viene approvata una legge, alcune categorie professionali, manifestando e facendo sentire la propria voce, riescano a far modificare o cambiare una legge, mentre tu non puoi far nulla? Te lo spiego io! Perchè loro sono rappresentati da un sindacato. Tu ce l’hai un sindacato? Ovviamente no… Forse non ne conoscevi neanche l’esistenza nel tuo campo. Forse è il caso che tu comincia a informarti a riguardo e vedere cosa può fare per te e la tua attività.

Provo a riportarti un esempio di cosa fanno: Esistono associazioni, nei settori della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo, che operano con più di 400 mila aziende. Rappresentano e assistono bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, discoteche, stabilimenti balneari, ma anche mense, ristorazione multilocalizzata, enti emettitori di buoni pasto e casinò. Sono associazioni che contano circa 2 milioni di addetti e portano un valore aggiunto di oltre 55 miliardi di euro l’anno. Se provi a dare un’occhiata su Google, troverai pagine e pagine sull’argomento.

Ma per te, cosa possono fare questi sindacati? Assolutamente nulla! E questo perché pecchi di informazione e non sai che possono aiutarti a trovare e formare il personale, a farti capire le leggi che agevolano il tuo settore e a incrementare i tuoi guadagni.

Eppure tu li stai già pagando…

Sarebbe necessaria un’associazione o federazione che si occupi dei reali problemi dei ristoratori, come accade per il settore metal meccanico ad esempio, che dialoghi con lo stato su salari e contributi dei dipendenti e che permetta al ristoratore di lavorare in santa pace.

L’importante è rendersi conto che qualcosa è andato storto, che abbiamo, o non abbiamo in alcuni casi, delegato agli altri quello che dovevamo fare noi.

Sai che grosse aziende chiudono in perdita? Altre, pagano tasse all’estero, in modo da non essere sottoposte a controlli. Ma quando chiudono, nonostante siano piene di debiti, cadono sempre in piedi. Come mai? Ti ci vuole qualcuno che ti rappresenti!

Inutile dire che anche lo stato deve fare la sua parte e tornare ad avere la sovranità monetaria. Ogni locale dovrebbe avere almeno 10 unità ben pagate ed il ristoratore dovrebbe chiudere, ogni giorno, con i soldi in cassa. Sarebbe utile anche reintrodurre le licenze. Ma purtroppo, nell’era in cui ci troviamo, le cose vanno in senso opposto, il piccolo imprenditore conta poco, il potere è in mano alle grandi multinazionali.

Automatizazione e internet la fanno da padroni nei nuovi business, i soldi vanno tutti a quei pochi imprenditori, che di solito stanno dall altra parte del mondo. La cosa che puoi fare tu è far sentire agli utenti che ci sei, che sei presente sul mercato e sei disposto a cambiare, ad innovarti e che non hai paura. Tutti lavoriamo per poterci permettere una vita dignitosa, e la differenza con gli anni che furono è che un tempo la passione la faceva da padrone, eravamo più umani, mentre oggi il guadagno prevale su tutto. Siamo tutti schiavi del sistema.

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