Metaverso. Visione di un futuro digitale

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Metaverso, uno scenario di spazi virtuali da esplorare, creare e condividere con altre persone che non sono nel tuo stesso spazio fisico. Sostanzialmente si tratta di un mondo virtuale, un universo parallelo che offre molte più possibilità rispetto a quello reale. Una grande opportunità anche per le aziende e gli imprenditori.

Questa, in sintesi, è la definizione che la stessa Meta (il colosso digitale, precedentemente conosciuto come Facebook) di proprietà di Mark Zuckerberg, ha dato di questa realtà alternativa.

D’altronde è da almeno cinquant’anni che le persone sognano di vivere in un universo parallelo in cui un avatar ci rappresenta, diventando una proiezione (virtuale) di noi stessi in un altro mondo.

Per intenderci, quando parliamo di universo parallelo, intendiamo il vivere realmente una vita virtuale, in tutto e per tutti. Vivendo nel metaverso, infatti, ogni giorno si avrà bisogno di abiti digitali, strumenti digitali ed acquisti di vario tipo. È, quindi, naturale che le grandi aziende ne abbiano captato subito il potenziale economico.

Un chiaro segnale di quanto questo Metaverso sia allettante per le multinazionali è che oltre a Facebook, Gucci e Nike (che vende scarpe virtuali…) moltissimi altri brand hanno dichiarato progetti, investito e ottenuto investimenti nel metaverso, o in attività correlate.

A questo sono poi collegati, indissolubilmente, anche gli NFT, dei token non fungibili, basati sulla blockchain, ovvero una sorta di registro contabile in grado di tracciare i beni commerciali digitali.

Oltre a comprarci scarpe, magliette e abiti firmati tramite Metaverse Properties, che si definisce la prima società immobiliare virtuale al mondo, potremmo comprarci la villetta virtuale dei nostri sogni, visto che l’azienda in questione, funge da agente per facilitare l’acquisto o l’affitto di proprietà o terreni in diversi mondi virtuali del metaverso, inclusi Decentraland, Sandbox, Somnium e Upland.

Le proposte immobiliari che vengono offerte spaziano dagli spazi per le conferenze, attività commerciali, gallerie d’arte, case familiari, locali e tutto ciò che può fungere da hub per incontrare gli altri abitanti di questi mondi digitali.

Se vi state chiedendo anche voi se tutto questo esista per davvero e smuova così tanti capitali ed interesse, bene, la risposta è purtroppo sì!

Perché esistono per davvero i 501 milioni di dollari del 2021 e gli 85 milioni di dollari del solo gennaio 2022 che vi sono stati investiti. Cifre reali che fanno intuire il potenziale di questo illusorio paradiso virtuale.

Venghino signori, venghino, come suonava un vecchio detto. Ma chi realmente può accedere a questo universo digitale? Infinite possibilità per tutti?

A quanto pare non è così! Se prendiamo in esame, ad esempio, le cifre che abbiamo citato in precedenza nell’articolo, parrebbe siano molti a non potersi permettere nemmeno un piccolo monolocale in queste città fatte di pixel.

La questione è sempre la stessa, quindi, la ricerca di nuove aree per speculare, investire denaro (criptovalute in questo caso) e magari riciclarlo anche questo capitale.

Ma oltre a tutta la questione economica che, per forza di cose, si porta dietro, questo Metaverso offre anche delle alternative di svago, sempre da remoto. Infatti, d’ora in poi anche  ascoltare musica, andare a concerti ed eventi non sarà più la stessa cosa come prima, presto faremo tutto online assistendo a veri e propri spettacoli virtuali in tutto il mondo.

Ci  basterà solamente collegarci con un visore per la realtà aumentata per poter vedere il nostro gruppo preferito dove preferiamo. Tutto questo è possibile tramite degli ologrammi che consentiranno alle case discografiche e agli artisti lunghe trasferte e viaggi intercontinentali, è sufficiente uno studio di registrazione ad hoc e la magia è fatta.

Ovviamente poi questi show saranno visibili su queste piattaforme digitali. Non ci sarà più bisogno nemmeno di uscire di casa. Degli automi perennemente collegati ad internet, una popolazione di cerebrolesi che stanno fissi, immobili, davanti ad un monitor.

Uno spazio virtuale dove i sudditi del regime potranno trovare quell’ora di svago prima di tornare al lavoro; invece di viaggiare, andare al cinema, uscire per socializzare, indosseremo dei visori per la realtà virtuale.

Bene noi de LaVoceDellaRistorazione siamo convinti che ci voglia ancora una viva socialità, soprattutto dopo aver passato gli ultimi due anni di pandemia tra lockdown, coprifuoco e restrizioni varie.

E voi, cari lettori, avete già visitato qualcuno di questi metaversi?