Gateway:Rimodulazione GREEN PASS, Ritorno alla libertà?

Finalmente è arrivato il caldo: le giornate si allungano, il clima si fa più mite, ritorna la voglia di uscire e stare all’aria aperta. Ebbene quest’anno insieme a tutto questo ci sarà anche, finalmente, l’abolizione del Green Pass?

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Partiamo con ordine: dal 1 di aprile 2022 ci sarà la cosiddetta rimodulazione del certificato verde e quindi qualche differenza rispetto al panorama odierno verrà riscontrata da tutti i cittadini.

Il governo Draghi sta lavorando alacremente per ridefinire, in base all’andamento dei contagi, il graduale e inevitabile, aggiungiamo noi della VoceDellaRistorazione, allentamento delle restrizioni che finora hanno influito negativamente su tutto il comparto della ristorazione e del turismo nella penisola italica.

Finalmente il governo si è reso conto che queste restrizioni hanno messo in ginocchio il paese?

Camerieri, cuochi e tutto il personale del settore della ristorazione potranno vedere un futuro più roseo all’orizzonte? Andiamo ad analizzare i punti focali di questo rimodulamento del green pass.

Il 31 marzo è finito ufficialmente lo stato di emergenza che ormai da più di due anni lo Stato ci imponeva con lockdown, restrizioni e ammonimenti vari.

Ma come detto con l’inizio del mese qualcosa è cambiato. Parlando nello specifico del settore che ci riguarda, dal 1 di aprile per consumare all’aperto in bar e ristoranti, non sarà più necessario presentare il famigerato certificato verde.

‘Ottimo’ direte voi, fino ad un certo punto, perché come sappiamo non tutte le attività dispongono di spazi all’aria aperta e si vedranno giocoforza penalizzate nei confronti di attività che invece dispongono di suddette, alimentando una sorta di concorrenza fratricida in un periodo dove francamente il settore non se lo può permettere.

Con conseguenze come chiusure di attività e lavoratori con contratti di breve durata, con monte ore settimanali decurtato o, nel peggiore dei casi, cassa integrazione o licenziamento.

È questo che vuole il governo? Impoverire ulteriormente un comparto già in crisi? Non gioverebbe a nessuno uno scenario del genere.

Il secondo step che questo piano di rimodulazione prevede ci porta al 1 maggio 2022, data fatidica perché in teoria dovrebbe portare alla cancellazione dell’obbligo del Green Pass nei luoghi al chiuso: teatri, cinema, stadi e finalmente anche tutti gli esercizi commerciali.

Decade anche l’obbligo di utilizzare le fastidiosissime mascherine Ffp2 per concerti, cinema ed eventi sportivi.

Un lento ritorno ad una libertà che in questi ultimi anni avevamo faticato a trovare.

Dal 1 giugno decade l’obbligo di mascherine sui mezzi pubblici, cosa che fa quasi sorridere visto che i mezzi in questione sono stati tra le fonti di maggior veicolazione del virus nei mesi scorsi.

Ma da parte del governo non si è fatto nulla di tangibile per migliorarne l’utilizzo da parte dei cittadini: autobus e metropolitane strapiene, treni presi d’assalto e controlli inesistenti.

Evidentemente l’Esecutivo era intento ad acquistare gli utilissimi banchi a rotelle, presto dimenticati, con ulteriore spreco di denaro pubblico.

Come al solito virologi e professori vicini al governo ci mettono in guardia da un possibile aumento dei contagi, predicando prudenza e gradualità. Il ministro Speranza, d’altro canto, ha sempre avuto un atteggiamento, per così dire, prudente.

Noi della VoceDellaRistorazione auspichiamo che si ritorni finalmente a lavorare e a vivere senza la piattaforma idpay, coercizioni, lasciandosi alle spalle tutta questa situazione e dimenticando una volta per tutte l’imposizione del Green Pass.

E voi che idea vi siete fatti in base alla questione?

Dal Green Pass all’identità digitale.

Dal sito ufficiale del Ministero dell’Innovazione e transizione digitale ci dicono chiaramente che con i soldi del PNRR attiveranno un sistema di controllo sociale.

Infatti, entro il 2026 il 70% avrà un’identità digitale e molto altro…

Per approfondire puoi andare su questo sito: https://innovazione.gov.it/italia-digitale-2026/gli-obiettivi/. Qui troviamo nello specifico gli obbiettivi sulla connettività entro il 2026 che comprenderà la scuola, la sanità e una rete 5G.

Per maggiori info: https://innovazione.gov.it/argomenti/italia-digitale-2026/

Adesso le strade sono 2, lasciarli fare e poi piangere quando è troppo tardi oppure ognuno si attiva e si rende consapevole di ciò che è il piano Grande Reset del World Economic Forum.

Ormai è chiaro ciò che vogliono fare, non si possono più definire discorsi da “complottista”…ce lo dicono loro stessi.