Ristoranti in Italia. Destinati al fallimento post Covid19?

Sedia In Legno Marrone Accanto Alla Finestra Di Vetro

Per due anni di fila dal 2020 e chissà se per un terzo anno consecutivo, dovuto alla crisi pandemica, c’è stato un accanimento contro i ristoratori, che con poco sostegno economico hanno lottato per fronteggiare il calo economico subito dalle restrizioni covid:

● Chiusure e limitazioni che fanno sì che la gente frequenti sempre di meno i locali, ristoranti, pizzerie, bar, pub e così via…

Com’è la situazione della ristorazione in Italia? In questo periodo post pandemia chi apre un ristorante o un bar é già in ginocchio? È destinato a fallire? Analizziamo la situazione nella VoceDellaRistorazione.

Ora che si parla soltanto della crisi Ucraina Russia, molti ristoratori si ricordano ancora quando i virologi, ovvero le star della TV nel boom di contagi da covid, andavano in onda proclamando ingiustificatamente di TENER CHIUSO I RISTORANTI PER EVITARE LA DIFFUSIONE DEL VIRUS e L’AUMENTO DEI CONTAGI…senza alcuna dimostrazione scientifica che lo giustificasse, additandoli come luoghi per eccellenza di diffusione del covid19.

Molti ristoratori sono stati messi in ginocchio con le loro attività che rimanevano chiuse per mesi e mesi, e di conseguenza sono stati tagliati vari posti di lavoro con dipendenti lasciati a casa, in attesa di finanziamenti economici che alla fine non rappresentavano neanche l’introito mensile che normalmente avevano i ristoranti.

Abbiamo sentito in TV in programmi come Dritto e Rovescio, o Fuori dal Coro, la voce dei ristoratori disperati che si lamentavano della loro difficoltà nel continuare ad andare avanti con i famosi proclami DPCM del governo: causa COVID, che li forzava a dover tenere chiuso, per salvare il Natale, la Pasqua, e le vacanze…ne abbiamo visti di tutti i colori.

In tanti non ce l’hanno fatta a resistere e hanno fallito nel tentativo di salvare un’attività che con tanto sudore, lavoro sodo, risparmi e con lo sforzo di tutta una vita hanno costruito e poi visto crollare davanti ai loro occhi.

Diciamo che con il Covid19 si è creato un mondo parallelo: c’è chi fallisce e non ce la fa (poiché sono più le perdite che i guadagni), al contrario c’è chi invece guadagna, o meglio dire, specula con la crisi pandemica.

Ricordiamo il business delle mascherine e gel disinfettanti nel primo anno di pandemia vendute a sovrapprezzo, alcune delle volte senza i dovuti controlli, nel frattempo i ristoratori affrontavano ispezioni e chiusure ingiustificate, molte volte con multe salatissime che non facevano che peggiorare la loro situazione (messa a dura prova).

Con le mascherine che ci toglievano addirittura l’ossigeno per respirare e il diritto di vivere in libertà, i ristoranti sono stati additati quasi come se fossero dei luoghi infestati, creando paura nel pensiero comune, anche quando hanno alleggerito le restrizioni e si poteva andare a mangiare fuori rispettando un certo distanziamento o dovendo esibire il Green Pass rafforzato, giacché la gente, bombardata di continuo con le news di un’impennata di

contagi’, o di una ‘nuova variante Covid’, aveva paura di ‘contagiarsi’, di essere ‘positivo al covid’…chissà cosa poteva succedere dopo.

È giusto prendersi cura di sé stessi, ma manipolare la popolazione con discorsi mediatici, mettendo in ginocchio un intero settore, soprattutto quello della ristorazione, è una dura batosta anche per l’economia del paese (con la chiusura delle attività e l’incremento della disoccupazione).

E guai a chi si azzardava ad aprire il locale durante il lockdown, o se lasciavano entrare qualcuno a consumare all’interno del locale quando era permesso solo il cibo DA ASPORTO!

Com’è possibile che si siano imposte misure così restrittive ai locali e luoghi di ristorazione in Italia senza ‘nessuna prova scientifica’, lasciando da parte i veri problemi quali:

Mancanza di lavoro. Anzi con la chiusura dei locali è aumentato il tasso di disoccupazione

Immigrazione clandestina

Delinquenza giovanile e tanti altri….

La crisi ha toccato tutti, specialmente il personale che lavora nel settore della ristorazione:

● Dai proprietari stessi ai camerieri, baristi, cuochi, chef

Chi non ha un’attività sicuramente è stato lasciato a casa (per i più fortunati: in cassa integrazione) a causa della chiusura dell’ azienda, o si è visto l’orario ridotto e di conseguenza con una busta paga che non gli permettesse di arrivare a fine mese per sostenere se stesso e la sua famiglia.

L’influenza mediatica della diffusione continua con le news anticovid e i DPCM (che praticamente ce n’era uno nuovo ogni due settimane), ha portato sull’orlo della disperazione economica molti ristoratori che non hanno nemmeno più voce per farsi sentire, in quanto il Sistema li ha accusati da essere “diffusori del virus” “i colpevoli dei contagi”.

Insieme ai ristoratori sono stati messi in ginocchio anche i proprietari dei locali e le discoteche che hanno subito un enorme calo del loro fatturato, e sono stati costretti a rimanere chiusi per ‘evitare i contagi’.

Per farsi un’idea della gravità della situazione, soltanto nel 2020 hanno chiuso oltre 22 mila pubblici esercizi, tra cui: bar, ristoranti…ecc, stando a quanto riportato dal Rapporto Annuale Ristorazione 2020 di Fipe-Confcommercio.

Quante altre attività devono sacrificarsi per la gestione poco chiara del COVID19?

Il Covid19 non ha dato tregua a nessuno, e ancora nel 2022 si continua a parlare di varianti Covid, quasi come una storia senza fine che ci toglie la possibilità di RESPIRARE MEGLIO!

Dalla VoceDellaRistorazione ci porgiamo questa domanda, su cui invitiamo anche voi a riflettere:

● Veramente c’era bisogno di chiudere negozi, ristoranti, bar, pizzerie…per fermare la pandemia?

Ora si parla quasi esclusivamente della crisi Ucraina Russia, e sembra che il tema “covid19” sia stato lasciato un po’ da parte e i ristoratori possono riprendere un po’ il fiato dopo la tempesta vissuta per due anni, c’è tuttavia un altro problema che si è aggiunto:

● I rincari

● Il caro bollette

● Il caro benzina

Da queste batoste quanti ristoratori potranno superare la dura prova della gestione post covid e le conseguenze della crisi Ucraina Russia che colpisce tutta l’Europa?